Quaresima 2005

 

Ave Regina Caelorum

 

Antifona mariana - Liturgia Ambrosiana

 

Ave, Regina caelorum: Ave, Domina Angelorum.

Salve, Radix sancta, ex qua mundo Lux est orta.

Gaude, gloriosa, super omnes speciosa. Vale,

Valde decora, et pro nobis semper Christum ex ora.

 

Ave Regina dei cieli, Ave Signora degli angeli,

Salve, Radice santa, dalla quale è sorta la Luce del mondo.

Gioisci, gloriosa, bella fra tutte le donne, salve, o tutta santa,

prega per noi Cristo Signore.

 

Emendemus in melius

 

Mercoledì delle ceneri - Liturgia romana

 

Emendemus in melius quae ignoranter

peccavimus, ne subito praeoccupati die

mortis quaeramus spatium paenitentiae et

invenire non possimus. Attende Domine et

miserere, quia peccavimus tibi. Adiuva nos

Deus salutaris noster, et propter honorem

nominis Tui Domine libera nos.

 

Ripariamo al male commesso nella nostra ignoranza

affinché, colti all’improvviso nel giorno della morte,

non cerchiamo inutilmente il tempo di pentirci e non

ci sia possibile trovarlo. Volgi a noi il Tuo sguardo o

Signore, e abbi pietà perché contro di Te abbiamo

peccato. Aiutaci, o Dio della nostra salvezza, e

liberaci per l’onore del Tuo nome.

 

Ex more docti mystico

 

Inno di S. Ambrogio per la Quaresima

 

Ex more docti mystico Servemus hoc jejunium,

Deno dierum circulo Ducto quater notissimo.

Lex et prophetae primitus Hoc praetulerunt,

postmodum Christus sacravit, omnium Rex, atque

Factor temporum. Utamur ergo parcius Verbis, cibis et

potibus, Somno, jocis; et arctius Porstemus in custodia.

Vitemus autem pessima, Quae subruunt mentes vagas,

Nullumquae demus callido Hosti locum tyrannidis

 

Istruiti dalla mistica consuetudine, osserviamo questo digiuno, computando il notissimo periodo di quattro volte dieci giorni. La Legge e i Profeti da principio lo indicarono, successivamente Cristo, Re e Creatore di tutti i tempi, lo conservò. Facciamo uso quindi più parcamente delle parole, dei cibi e delle bevande, del sonno e degli svaghi, e rimaniamo più saldamente fermi nell’osservanza. Evitiamo poi le pessime cose che fanno vacillare le menti incostanti e non lasciamo spazio alcuno di tirannide all’astuto nemico.

 

Dicamus omnes    

 

Offertorio Preces  ambrosiana

 

Dicamus omnes: Kyrie eleison. Pro Ecclesia Tua Sancta

Catholica, quam conservare digneris. Pro universis

Episcopi, cuncto clero et populo. Pro civitate hac

omnibusque habitantibus in ea. Pro aerum temperie, et

fecunditate terrarum: Kyrie eleison.

 

Diciamo tutti: Signore abbi pietà. Per la Chiesa santa cattolica, affinché Ti degni di conservarla. Per tutti i Vescovi, il clero e il popolo. Per questa città  e per tutti i suoi abitanti.

Per la clemenza dell’aria e la fecondità della terra.

Signore abbi pietà

 

Parce Domine

 

Dopo prima lettura

 

Parce Domine,

Parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis.

Flectamus iram vindicem, ploremus ante Judicem;

clamemus ore supplici, dicamus omnes cernui:

nostris malis offendimus Tuam Deus clementiam

effunde nobis de super, remissor indulgentiam. Dans tempus acceptabile, da lacrimarum rivulis

lavare cordis victimam, quam laeta adurat caritas.

 

Perdona Signore,

il tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi.

Plachiamo l’ira vendicatrice, piangiamo di fronte al Giudice, chiamiamolo con voce supplicante,

inchiniamoci tutti al volere di Dio. Con le nostre colpe abbiamo offeso la Tua clemenza. Tu che perdoni, infondi su di noi la Tua indulgenza. Concedici di lavare con il pianto il nostro cuore, perché la tua carità è sempre viva.

 

Attende Domine  - dalla liturgia Mozarabica

 

Dopo II Lettura

 

Attende Domine, et miserere,

quia peccavimus tibi. Ad te Rex summe, omnium

Redemptor, oculos nostros sublevamus flentes:

exaudi, Christe, supplicantum preces. Dextera Patris,

lapis angularis, via salutis, janua caelestis,

ablue nostri maculas delicti. Rogamus, Deus, tuam

majestatem : auribus sacris gemitus exaudi:

crimina nostra placidus indulge. Attende Domine….

 

Signore ascolta, Padre perdona,

perché abbiamo peccato. A Te, Re sommo,

Redentore di tutti, innalziamo i nostri occhi piangendo

esaudisci, o Cristo, le nostre suppliche. O destra del Padre, o pietra angolare, o via della salvezza, porta del cielo, lava le colpe del nostro peccato. Supplichiamo, o Dio, la tua maestà: con le sacre orecchie ascolta i gemiti,

perdona indulgente le nostre colpe. Signore ascolta,….

 

Audi benigne conditor

 

S. Gregorio + 604 - Liturgia romana

 

Audi  benigne conditor, nostras preces cum fletibus,

sacrata in abstinentia fusas quadragenaria.

Scrutator alme cordium, infirma tu scis virium, ad Te

reversis exshibe remissionis gratiam…

 

Accogli o Dio di misericordia, le preghiere che il Tuo popolo

effonde in questo tempo santo.

Tu che scruti e conosci i segreti dei cuori, concedi ai penitenti la grazia del perdono…

 

Exurge, quare obdormis

 

I modo, Ps. 43

 

Exsurge, quare obdormis Domine? Exsurge, et ne repellas in  finem: quare faciem tuam avertis, oblivisceris tribulationem  nostram? adhaesit in terra venter noster: Exsurge Domine,  adiuva nos, et libera nos.

Ps. 43: Deus auribus nostris audivimus: Patres nostri annuntiaverunt nobis opus quod operatus es in diebus eorum, in diebus antiquis.

 

Svegliati, perché dormi o Signore?  Destati e non rigettarci per sempre. Perché nascondi il Tuo volto, dimentico della nostra tribolazione? Giace a terra il nostro corpo: sorgi in nostro aiuto, o Signore e liberaci.

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, i nostri padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni nei tempi antichi.

 

Sitientes venite ad aquas

 

II modo, Ps. 77

 

Sitientes venite ad aquas,

dicit Dominus: et qui non habetis pretium,

venite et bibite cum laetitia.

Attendite popule meus legem meam:

inclinate aurem vestram in verba oris mei

 

Voi tutti che siete assetati venite all’acqua,

dice il Signore: anche voi che non avete denaro;

venite e bevete in letizia.

Ascolta, popolo mio, la mia legge,

piegate il vostro orecchio alle parole della mia bocca.

 

Coenae Tuae mirabili

 

Giovedì Santo - Ambrosiano

 

Coenae Tuae mirabili hodie, Filius Dei, socium me accipis. Non enim inimicis tuis hoc mysterium dicam:

non tibi dabo osculum, sicuti et Judas;

sed sicut latro confitendo Te:

memento mei Domine, in regno Tuo.

 

Alla Tua mirabile cena, oggi o Figlio di Dio, mi accogli come Tuo compagno. Non rivelerò ai Tuoi nemici questo mistero: non Ti darò il bacio di Giuda; ma come il ladrone, crederò in Te, dirò: ricordati di me Signore, quando sarai nel Tuo regno.

 

Quomodo sedet sola

 

 

 

 

 

 

 

Videns Dominus flentes

 

I modo, Dom. V,  de Lazzaro

 

Videns Dóminus flentes soróres Lázari ad monuméntum, lacrimátus est coram Iudaéis, et clamábat: Lázare, veni foras: et pródiit ligátis mánibus et pédíbus, qui fúerat quatriduánus mórtuus.

 

Deus, Deus meus, respice in me

quare me dereliquisti?

 

Il Signore, vedendo piangere le sorelle di Lazzaro,

pianse dinanzi ai Giudei e gridò: “Lazzaro, vieni fuori!”. E uscì, mani e piedi legati,

colui che da quattro giorni era morto.

 

Crux fidelis

 

V. Dulce lignum - I modo, Venanzio Fortunato + 606

 

Crux fidelis, inter omnes arbor una nobilis! nulla

talem silva Profert, flore, fronde, germine.

Dulce lignum, dulci clavo, Dulci pondus sustinens.

 

O Croce fedele, il più nobile fra tutti gli alberi! Nessuna selva ne produce uno simile per fiore, fronda, frutto.

Dolce legno, che con dolci chiodi sostieni il dolce peso.

 

Media vita

 

IV Sabato di Quaresima - Ambrosiano

 

Media vita in morte sumus,

quem quaerimus adjutorem nisi Te,

Domine, qui pro peccatis nostris irasceris.

Sancte Deus, Sancte fortis,

Sancte misericors Salvator

amarae morti ne tradas nos.

 

Nel mezzo della vita, siamo nella morte,

a chi chiederemo aiuto se non a Te

Signore, che Ti adiri per i nostri peccati.

Santo Dio, Santo forte,

Santo misericordioso, Salvatore,

non consegnarci all’amara morte.

 

Vide humilitatem meam

 

V. Ad Te Domine levav, - Ambrosiano

 

Vide humilitatem meam

et laborem meum, Domine;

et dimitte omnia peccata mea,

Deus meus; quia Te sustinui tota die.

Ad Te Domine levavi animam meam:

Deus meus in Te confido, non erubescam.

Deus meus, quia Te sustinui tota die.

 

Guarda o Signore la mia piccolezza

e il mio affanno;

e perdona tutti i miei peccati, Dio mio,

poiché per tutto il giorno mi sono sottomesso a Te.

A Te Signore, ho innalzato la mia anima:

Dio mio confido in Te, che io non arrossisca.

Dio mio , per tutto il giorno Ti sono stato sottomesso.

 

Tenebrae factae sunt

 

Venerdì Santo - Ambrosiano

 

Tenebrae factae sunt super universam

terram, dum crucifixerunt Jesum Judaei.

Et circa horam nonam exclamavit

Jesus voce magna:

Deus, Deus, quid me dereliquisti?

Tunc unus ex militibus lancea latus

ejus perforavit. Et inclinato capite,

emisit spiritum. Ecce terraemotus factus

est magnus.Nam velum templi scissum

est, et omnis terra tremuit.

 

Calarono le tenebre su tutta la terra,

quando i Giudei crocifissero Gesù.

E verso l’ora nona Gesù

gridò a gran voce:

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Allora uno dei soldati perforò con la lancia il suo fianco.

E, chinato il capo, spirò.

Ci fu un forte terremoto

Il velo del tempio si squarciò

e tremò tutta la terra.

 

Adoramus Te Christe

 

Via Crucis, Venerdì Santo

 

Adoramus Te Christe et benedicimus tibi, quia per

Sanctam Crucem tuam redemisti mundum.

Qui passus es pro nobis, Domine, Domine,

miserere nobis.

 

Ti adoriamo Cristo e Ti benediciamo perché con la

Santa Croce hai redento il mondo;

per la Tua passione,

o Signore abbi pietà di noi

 

O Crux benedicta

 

Solennità della s. Croce - Ambrosiano

 

O Crux benedicta, quae sola fuisti portare Regem caelorum et Dominum. Halleluja. Gloria Patri et Filio…

 

O Croce benedetta, Tu fosti scelta a sorreggere il Signore,

Re dei cieli. Alleluia.   Gloria al Padre e al Figlio…

 

Stabat Mater

 

Jacopone da Todi - 1236 / 1306

 

Stabat  Mater  dolorosa, iuxta Crucem lacrimosa, dum

pendebat Filius Cuius animam gementem, contristatam et

dolentem, pertransivit  gladius.

Christe, cum sit hinc exire, da per Matrem me venire, ad

palmam victoriae. Quando corpus morietur, fac ut animae donetur, paradisi gloria. Amen

 

Addolorata, in lacrime stava la Madre, vicina alla Croce da cui pendeva il Figlio. Una spada trafisse la sua anima piangente, rattristata e dolente.

O Cristo, quando sarà il momento della  mia morte, fammi giungere alla meta gloriosa per mano di Tua Madre. Quando il mio corpo sarà morto, fa’ che all’anima sia donata la gloria del paradiso. Amen.

 

Vexilla Regis prodeunt

 

Venanzio Fortunato +606

 

Vexilla regis prodeunt, fulget Crucis  mysterium, quo carne carnis conditor suspensus est patibulo. Quo vulneratus insuper, mucrone diro lanceae, ut nos lavaret crimine, manavit unda et sanguine. Arbor decora et fulgida, ornata regis purpura, electa digno stipite tam sancta membra tangere. Beata cuius brachiis, saecli pependit pretium statera facta est corporis, praedam tulitque tartari. Salve ara, salve victima, de passionis gloria, qua vita mortem pertulit et morte vitam reddidit. O Crux, ave, spes unica, hoc passionis tempore, piis adauge gratiam, reisque dele crimina. Te fons salutis Trinitas, collaudet omnis Spiritus, quos per Crucis mysterium, salvas fove per saecula. Amen.

 

Avanza il vessillo del Re, risplende il mistero della Croce, sulla quale Gesù, nostra vita, subì la morte e con la morte ci ridonò la vita. Dopo essere stato ferito dalla punta crudele di una empia lancia, per lavarci dal peccato stillò acqua e sangue. O luminoso Albero tinto di regia porpora, tra tutti eletto a reggere le sante membra di Cristo. Beata Croce splendida innalzi il Re dei secoli con il suo sangue prezioso ci riscattò dal male. Altare e tu, vittima, salve! È gloria la morte cruenta, la vita che soffre la morte, con la morte la vita ci dona. Salve o Croce, unica speranza, in questo tempo della passione, accresci la grazia ai giusti e cancella le colpe ai peccatori. O altissima Trinità celeste, Ti lodi ogni spirito, proteggi sempre quelli che hai salvato con il mistero della Croce. Amen.