Musica Sacra – Canto Gregoriano
Schola
Gregoriana Mediolanensis – Giovanni Vianini
La Pentecoste
La Sacra
Liturgia
Seguendo la Liturgia
nello svolgimento del suo ciclo annuale, noi incontriamo la Festa di Pentecoste. Si sa che come celebrazione liturgica
è stata costituita negli ultimi decenni del IV secolo. Mentre nei secoli
precedenti i cristiani celebravano durante i 50 giorni che iniziavano con la
Pasqua, l’unico mistero della salvezza e della vita nuova acquisite e
comunicate dal Cristo, lungo il secolo IV cominciarono a distinguere le feste
della Resurrezione, della Ascensione, della Pentecoste.
In origine dicevasi
Pentecoste ( cinquantesimo giorno ) tutto lo spazio da Pasqua a Pentecoste e
questo uso linguistico era gia in auge presso i Giudei, giacchè negli Atti
degli Apostoli troviamo l’espressione Dum complerentur dies Pentecostes.
L’ultimo giorno dei
cinquanta faceva spicco sugli altri come vero giorno festivo. Ben presto la Pentecoste
divenne una festa importante quanto la Pasqua condividendo con questa il
privilegio dell’amministrazione del Battesimo. La sua vigilia notturna non
tardò a divenire quasi simile alla grande veglia pasquale: veniva celebrata come questa in S. Giovanni Laterano
e seguiva lo stesso ordine nelle cerimonie. In alcune chiese fuori Roma, si
aggiungeva anche la Benedizione e l’esposizione del cero con il canto dell’
Exultet. Pian piano la solennità cominciò a protrarsi al lunedi e martedi
seguenti e dopo S. Leone Magno (+461) abbracciò tutta la settimana, al pari
dell’Ottava di Pasqua. Durante i secoli X e XI, la festa di Pentecoste veniva
scelta per la consacrazione dei Re di Francia. La fine del secolo XI e il
secolo XII sembrano aver conosciuto una rinnovata attenzione allo Spirito
Santo.
Il Medioevo latino ci
ha lasciato delle bellissime preghiere che ancora oggi si continuano a
recitare: l’inno Veni creator, di Rabano Mauro, Abate di Fulda ( Germania) 780/856, la Sequenza Veni
Sancte Spiritus, attribuita a Stefano Langton, Arcivescovo di Canterbury,
dell’inizio XIII secolo.
I testi della Messa di Pentecoste si ispirano
alla fondazione della Chiesa attraverso gli Apostoli e la Madonna, e ancora
nella liturgia odierna permane l’intenzione del fenomeno universale e perenne,
di una Pentecoste che si rinnova nell’anima di ogni cristiano. Le parti della
Messa ricordano in tutto il suo splendore il mistero dello Spirito Santo. Prima
di patire, Gesù, aveva più volte annunziato la venuta dello Spirito Santo (Vangelo).
Cinquanta giorni dopo la Pasqua, mentre gli Apostoli si trovano radunati nel
Cenacolo in attesa di vedere la realizzazione della promessa del Maestro,
improvvisamente venne dal cielo un rumore come di vento impetuoso e furono
tutti ripieni dello Spirito Santo (Epistola – Comunione). Accesi di fuoco
divino (Orazione) e ricolmi dei sette doni (Sequenza), cominciarono essi pure a
rinnovare la faccia della terra.
+ Enrico Cattaneo