Milano, Marzo 2005

Messa "laica" ….in gregoriano

Venerdì 4 Marzo 2005 la Schola Gregoriana Mediolanensis con il suo direttore Giovanni Vianini ha dato spessore culturale e spirituale ad una serata di meditazione cantata nella parrocchia Angeli Custodi di Milano, con un repertorio di melodie gregoriane ed ambrosiane del tempo di Quaresima.

E' ormai consuetudine consolidata di questa comunità  rendere spiritualmente feconde  le sere dei cinque venerdì che precedono la Settimana Santa, storicamente  aliturgici per il rito ambrosiano, con un programma di - Musica e Preghiera - proposto di volta in volta da gruppi corali molto diversi per repertorio e indirizzo artistico. 

La Schola ha interpretato in gregoriano tutti i vari momenti di una normale celebrazione eucaristica, ma "laicamente", cioè senza il celebrante: Inno di ingresso, Introito, Kyrie , Graduale, Credo, Sanctus….Ite Missa est, attinti dal repertorio Exsurge completato dalla - Missa De Angelis -

 

La Schola Femminile e Maschile si è disposta con varie coreografie nell'ampio e sopraelevato presbiterio, reso luminoso non solo dalle luci, ma soprattutto dalla pietra di Vicenza che toglieva persino albore alla sua candida cocolla di esibizione. In mezzo, quasi da divisorio architettonico e visivo fra  la navata absidale e la principale, si trovava l'altare maggiore , spoglio, con una statua di Cristo disteso ai piedi di una essenziale croce lignea, liscia e adornata da un lenzuolo foggiato a "emme". Scenario alquanto evocativo per tutti i presenti, radunati nell'abside, partecipi e silenti.

Il parroco Don Tarcisio Ferri ha sottolineato il senso religioso della presenza della Schola e il meritorio servizio liturgico del suo Maestro Vianini nel tenerla attiva, insistendo sul concetto che il canto gregoriano aiuta a pregare ed elevare il proprio spirito.

 

I canti della Missa de Angelis sono stati accompagnati anche da un prestigioso organo Mascioni,  inestimabile sorgente di suoni amabili che si spandevano nel sacro tempio con rimarchevole  gradevolezza. Il dono mirabile di una claustrale acustica rendeva prodigiosamente  assai antico il sacro edificio costruito appena negli anni sessanta fra capannoni industriali. L'organista Augusto Merlo, padano nello sgargiante loock verde e nella parlata, per tre volte si è esibito in toccate di G. Frescobaldi, spargendo abilmente volute di incenso in mezzo alle melodie gregoriane.

 

Veramente emozionante la riproposta del Credo III° , cantato  in alternanza di voci, con immenso gaudio degli interpreti, anche perchè  il Credo, ormai, viene quasi sempre solo recitato.

 

La Schola Femminile ha presentato l'Introito Exsurge, quare obdormis della II° Domenica di Quaresima  con la delicatezza e la consapevolezza che il testo e la melodia richiedono; è un brano, infatti,  da esprimere più con la partecipazione interiore che con l'estensione e la tecnica.

Meritano una citazione particolare i due brani proposti dalla Schola Maschile: il Graduale Christus factus est e il Responsorio Tenebrae factae sunt. In questi  due lunghi canti bisogna essere non solo preparati spiritualmente ed intellettualmente, ma anche tecnicamente, perché le asperità della melodia sono molte e notevoli, con molti melismi oltre il rigo, soprattutto nell'esprimere l'accorato grido del Signore in Croce : Deus, Deus quid me dereliquisti?..o nell' interpretare con il canto  la tenerezza e la tristezza dell'attimo in cui il Signore inclina il capo emettendo lo Spirito.

 

L'inno finale Vexilla Regis prodeunt ha portato tutta la Schola in processione presso il fonte battesimale dall'acqua corrente; dopo aver ascoltato l'ultima Toccata dell'organo, la Schola si è congedata con il canto dell' Ite Missa est raggiungendo la Sacrestia tra un giubilo di applausi sinceri e prolungati.

 

Quando per l'efficacia di un atto si usa il verbo "colpire", si aggiunge di prammatica l'aggettivo-avverbiale  "duro" ; la Schola questa sera ha sì nuovamente  "colpito" , ma…in bellezza e serenità.

 

Palo Mason

Voce canora e narrante della Schola