COMMENTO RICEVUTO
Egregio
Maestro,
ho
visitato il Suo sito e ho visto i Suoi quadri.
Voglio
complimentarmi con Lei per gli esiti della Sua ricerca in questo senso.
Io li avevo
già visti anni fa, in una mostra che Lei ha fatto in parrocchia (io abito in via Amadeo). Allora c'erano anche fiori e paesaggi che
credo non ci siano più e mi ricordo che nella
nostra conversazione Le espressi al mia preferenza per queste composizioni (mi
sembra la parola giusta per un musicista che dipinge). Parlammo a lungo anche
di Kandinski e del rapporto tra la musica e la
pittura.
Tra quello
che ho visto sul sito mi ha colpita il quadro quadrato
a dominante rossa : è un olio ? Comunque mi sembra un
medium che dà una resa molto più materica e ho
ravvisato in questo la felicità dell'opera : è veramente bellissimo.
Ho ragionato così : quella che Lei dipinge è sempre
musica ; è un musicista che dipinge e si vede. La musica è immateriale e
"incarnata" in un mezzo pittorico piuttosto materico
trova una compenetrazione che la rende davvero completa.
Naturalmente
i quadri a fondo bianco rendono bene la leggerezza, la soavità di un canto
sacro... ma a me sono piaciuti soprattutto questi ( a
olio ? acrilico ?).
Mi è
piaciuta moltissimo la pagina del Suo sito "dipingere la musica
sacra", dove Lei descrive ciò che prova mentre dipinge. Questo lasciarsi
andare, è proprio così, Picasso
diceva che la pittura é libertà...
una vera
mistica della pittura ( e della musica).
Cordiali
saluti
RISPOSTA DI G.VIANINI
Grazie, ha
colto molto bene la mia idea di far musica in pittura, il suo commento è stimolante e le chiedo se posso metterlo nel sito internet
dove ho le pagine della pittura.
grazie
SEGUITO AL COMMENTO
Ma
naturalmente ! Se Lei
crede... veramente sono solo opinioni personali.
Sa che
stavo proprio ora leggendo la Sua frase che mi sono stampata
? E' bellissima tutta la pagina (l'ha fatta Lei, vero ? ma quante cose
sa fare !) con questo buio dal quale emergono questi fasci di luce... come i
brevi momenti che lei descrive : il contatto profondo
con il divino è sempre solo un attimo, come il "darshan"
indiano, la visione è momentanea... anche i nostri mistici hanno ben
descritto questi "tocchi" dell'anima.
Sono tante
le cose che lei dice in poche righe, mi sembra di aver capito che la musica la "carica" di quella sensazione che credo
di conoscere e che si tiene dentro a fatica. Mi piace l'espressione "necessità
di lasciarsi andare", in fondo è una chiamata alla quale
è veramente un peccato non rispondere, ed è vero che bisogna lasciarsi andare
(spesso ne abbiamo paura). "Lasciarsi colorare il pensiero", poi, é
davvero formidabile : anzitutto esprime l'atteggiamento
fondamentale della preghiera, che sia cristiana, meditazione zen o vipassana buddhista, e cioè stare
in silenzio, ascoltare, ricevere e abbandonarsi. Colorare il pensiero poi
mi dice della necessità di farlo tacere ( pena di chiunque si metta a pregare,
confortato però dal fatto che nemmeno quella dei santi era esente da
distrazione, a quanto raccontano). L'arte fa silenzio nell'anima, infatti. A me
fa questo effetto la danza sacra indiana.
E'
bellissimo quello che dice e sono molto felice di averlo letto. Mi sento vicina
alla sua esperienza.
Forse ci
sono anche altri elementi in tutta quella pagina che mi suscitano echi
profondi... ma non voglio tediarla!
Questa
domenica vengo a Chiaravalle per la Messa; sono davvero ansiosa di sentirla
pregare cantando.
Cordiali
saluti